La Cappella degli Scrovegni fa parte del circuito MEB, la rete dei Musei e Biblioteche di Padova.
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Nel decennale della morte dell’artista Sandra Marconato (Padova, 1927-2016), tra le protagoniste più significative dell’arte italiana della seconda metà del Novecento, i Musei Civici di Padova, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, le dedicano un’installazione di arazzi al Museo Archeologico dei Musei Eremitani.
Dopo gli esordi a Venezia, giovanissima al telaio con Anna Akerdahl, e l’incontro con Carlo Scarpa, il suo lavoro si sviluppa lungo una linea che unisce rigore tecnico e attenzione progettuale. Da un lato emerge una disciplina attenta alla struttura e al ritmo, dall’altro una sensibilità che guarda anche agli effetti di luce e colore, in parte derivati dall’esperienza con il vetro scarpiano. Nel tempo, questo approccio contribuisce a portare l’arte tessile oltre i confini dell’artigianato, inserendola in un contesto contemporaneo e ottenendo riconoscimenti anche in sedi internazionali, come la Biennale di Venezia.
Un aspetto centrale della sua ricerca riguarda l’uso degli elementi: lana, garza, carta, cellulosa. Si tratta di materiali semplici, che l’artista trasforma in superfici leggere e stratificate, caratterizzate da variazioni minime e da un equilibrio tra tensione e trasparenza.
L’installazione attuale si inserisce in un filone di dialogo tra arte contemporanea e reperti antichi già sperimentato dal museo. In questo caso, alcuni arazzi realizzati negli anni Settanta – tra i più rappresentativi della sua produzione – sono collocati sopra tre mosaici romani. Le opere, sospese, si dispongono senza mai entrare in contatto diretto con i pavimenti antichi, creando un confronto visivo basato sulla distanza e sulla sovrapposizione.
Il titolo della mostra richiama l’oracolo di Delfi e allude a un processo graduale: qualcosa che prende forma lentamente, come un movimento che affiora dal basso. Un’immagine che si riflette negli arazzi, sospesi sopra i mosaici, come se emergessero da un pavimento antico.
Le opere, austere, immobili, silenziose, non si offrono come figure compiute, ma come apparizioni, soglie in cui la consistenza sembra assottigliarsi, fino a far intravedere qualcosa che non si lascia afferrare del tutto.
In questa leggerezza, in questo continuo affiorare e ritirarsi, sta forse il punto più alto e più segreto della ricerca dell’artista.
1 maggio - 25 ottobre 2026
Museo Archeologico - Museo Eremitani, piazza Eremitani 8 | Padova
Dal lunedì alla domenica, 9-19
Ingresso con il biglietto del Museo