La mostra "Toni Liverani. La ceramica come scultura"

A oltre trent’anni dalla sua scomparsa, Padova rende omaggio a Toni Liverani (1944-1994) con una mostra che ne ripercorre uno dei momenti più intensi e originali della ricerca artistica.
Dal 19 giugno al 13 settembre 2026 l’Oratorio di San Rocco ospita Toni Liverani. Ceramica come scultura, esposizione curata da Stefano Annibaletto e promossa dai Musei Civici di Padova con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
La mostra riporta all’attenzione del pubblico un protagonista del panorama culturale padovano degli anni Ottanta e Novanta, capace di sviluppare un linguaggio scultoreo personale e rigoroso a partire dalla ceramica, materiale che nelle sue mani perde ogni funzione decorativa o d’uso per affermarsi come autentica forma plastica.

Le opere 

L’esposizione presenta una selezione di lavori realizzati tra gli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, anni segnati dalla personale Keramos del 1988, presentata da Manfredo Massironi, e dall’esperienza del gruppo Visiva Anni Novanta. Sono opere che testimoniano una ricerca coerente e radicale, sviluppata attraverso cicli formali quali Sfere, Piramidi, Colonne, Spirali, Onde e Torsioni.
Al centro del lavoro di Liverani vi è un’indagine costante sulle relazioni tra pieno e vuoto, interno ed esterno, concavo e convesso. Le forme nascono spesso da un gesto semplice e decisivo: un blocco d’argilla viene tagliato da un filo metallico, aperto, ribaltato, ricomposto. Da questa operazione prende avvio un processo che trasforma la materia in architettura dello spazio. Le superfici si piegano, si separano e si ricongiungono, generando volumi essenziali attraversati da tensioni interne e da equilibri inattesi.
Particolarmente significative sono le grandi Torsioni in gres, come l’opera Percorsi esposta in mostra. Si tratta di lavori di forte presenza plastica che uniscono superfici levigate e pigmentate a basi di mattoni ricotti, creando un dialogo tra costruzione e rovina, ordine e disfacimento. In esse la ceramica raggiunge una scala monumentale e una forza espressiva che avvicinano Liverani alla grande tradizione della scultura contemporanea.
Accanto a questi lavori, una selezione di Pesci richiama la sua attività nell’ambito della tecnica Raku, che contribuì a far conoscere e praticare a Padova. Opere che testimoniano un diverso versante della sua ricerca, fondato sull’accettazione dell’imprevisto e sulla valorizzazione del processo come parte integrante dell’opera.
L’allestimento all’interno dell’Oratorio di San Rocco crea un confronto suggestivo tra le sculture e il ciclo di affreschi cinquecenteschi che caratterizza lo spazio, mettendo in relazione epoche, linguaggi e concezioni della forma apparentemente lontani ma accomunati da una forte tensione spirituale e costruttiva.
La mostra rappresenta così non soltanto un omaggio a un artista scomparso troppo presto, ma anche un’occasione per rileggere una stagione importante della cultura visiva padovana e per riscoprire una figura che ha saputo muoversi con indipendenza tra arte, artigianato e sperimentazione, lasciando un’eredità ancora sorprendentemente attuale.

Antonio Liverani

Nato a Castel Bolognese, nel Ravennate, Liverani si forma all’Istituto d’Arte per la Ceramica “Gaetano Ballardini” di Faenza sotto la guida di Angelo Biancini. Giovanissimo, nel 1964, ottiene la borsa di studio E.N.A.P.I. al Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte di Faenza. Partecipa a premi e a concorsi internazionali e nazionali della ceramica a Faenza, Gubbio, Latina, Deruta. Insegna nei principali centri ceramici italiani e contribuisce alla nascita della sezione ceramica dell’Istituto Pietro Selvatico di Padova. Parallelamente attraversa esperienze professionali diverse — dalla grafica alla tipografia all’insegnamento — senza mai interrompere il dialogo con la materia ceramica. È tuttavia a Padova, sua città d’adozione, che la sua ricerca raggiunge piena maturità. Qui immagina una casa-bottega come luogo di lavoro e sperimentazione, qui realizza le opere che costituiscono il nucleo della mostra odierna, qui costruisce relazioni con artisti, critici e intellettuali che ne riconoscono l’originalità.

Appuntamenti

La mostra viene inaugurata giovedì 18 giugno alle ore 18.

Accompagna l’esposizione il volume Rosso Rubino. Antonio “Liv” Liverani ceramista a Padova, curato da Alberta Contarello, con fotografie di Paolo Mazzo, progetto grafico dello Studio Ku di Venezia e pubblicato da Antiga Editore. Il libro raccoglie immagini delle opere, documenti, testimonianze e contributi critici che restituiscono la complessità della figura di Liverani e il contesto umano e culturale in cui si è sviluppata la sua ricerca.
La presentazione del volume è in programma giovedì 2 luglio 2026 alle ore 17.30 nella Sala del Romanino del Museo Eremitani.

Info

Oratorio di San Rocco
via Santa Lucia 59
19 giugno - 13 settembre 2026
dal martedì alla domenica 9:30 -19:00
ingresso libero